CHIARA SALVATORE

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I tempi dei file in GNU/Linux: cambiamento, modifica e accesso

Ogni file su Linux ha tra le sue proprietà tre tipologie di tempo: il tempo di ultima modifica, il tempo di cambiamento e il tempo di ultimo accesso.
Eseguendo il classico comando ls -l per avere una lista dettagliata dei file di una cartella, vedremo che ogni file ha associata una data.
Il tempo mostrato di default da ls è il tempo di ultima modifica (modification time o mtime).
E’ possibile aggiungendo l’opzione -c visualizzare il tempo di cambiamento (change time o ctime) al posto di quello di ultima modifica.
Per visualizzare il tempo di ultimo accesso (access time o atime) basta cambiare l’opzione in -u.

* TEMPO DI ULTIMA MODIFICA: corrisponde all’ultima volta che è stato modificato il contenuto di un file.
* TEMPO DI CAMBIAMENTO: corrisponde all’ultima volta che sono state effettuate modifiche alle proprietà di un file e quindi al suo inode (per esempio il cambiamento di owner, o di permessi)
* TEMPO DI ULTIMO ACCESSO: corrisponde all’ultima volta che qualcuno ha acceduto a quel file

Può sembrare strano che non esista un tempo di creazione di un file. Ovviamente fino alla prima modifica e al primo accesso, tutti e 3 i tempi possono essere identificati come tempo di creazione, ma successivamente questo dato andrà perso.

E’ possibile cambiare i tempi di accesso e di ultima modifica oltre che attraverso l’accesso diretto anche con il comando touch.

  • Touch permette di cambiare il tempo di accesso e non quello di modifica con l’opzione -a
  • Permette di cambiare il tempo di modifica e non quello di accesso con l’opzione -m
  • Può copiare i tempi da un altro file a cui si fa riferimento nella forma touch file -f ref_file
  • Infine può assegnare al file un tempo che gli viene passato come parametro dopo l’opzione -t [[CC]YY]MMDDhhmm [.SS]

Il comando touch ha anche una funzione secondaria che è quella di creare un file vuoto; se infatti il file che si vuole “touchare” non esiste touch lo crea. Per inibida tale funzione è necessario usare l’opzione -c. In tal caso se il file non esiste nessuna azione viene eseguita.

Nel caso si utilizzi il comando di copia cp è bene ricordare la possibilità di utilizzo dell’opzione -p per preservare tempi, permessi e proprietari del file. In caso di omissione il nuovo file derivante dalla copia ha i tempi impostati all’attimo in cui è stata eseguita l’operazione e i permessi dell’utente che l’ha eseguita.

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